Focus: Le Reti D’Impresa

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Focus: Le Reti D’Impresa
11 Giugno 2013

Focus: Le Reti D’Impresa

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Cos’è il Contratto di Rete

Il contratto di rete è disciplinato dall’art. 3, commi 4-ter, 4-quater, 4-quinquies, della Legge n. 33 del 9 aprile 2009 (di conversione del D.L. n. 5 del 10 febbraio 2009), così come modificata dal D.L. n. 78

del 31 maggio 2010, convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010.

E’ un accordo con il quale più imprenditori si impegnano a collaborare al fine di accrescere, sia individualmente (cioè la propria impresa) che collettivamente (cioè le imprese che fanno parte della rete), la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato.

A tale scopo, con il contratto di rete le imprese si obbligano, sulla base di un programma comune, a:

• collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie attività;

ovvero

• scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o

tecnologica;

ovvero ancora

• esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.

Il contratto può anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale e la nomina di un organo comune incaricato di gestire l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso.

Come fare per Costituire una Rete D’Impresa

Il contratto deve essere stipulato necessariamente nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata e ciò è previsto“ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui al comma 4-quater”. Dunque, la forma descritta è richiesta in funzione della pubblicità, che obbligatoriamente deve essere data in ordine alla esistenza del contratto di rete.

Il contratto di rete deve indicare:

1. il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ogni partecipante per originaria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva;

2. l’indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti e le modalità concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi;

3. la definizione di un programma di rete che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, le modalità di realizzazione dello scopo comune;

4. la durata del contratto;

5. le modalità di adesione di altri imprenditori;

6. le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune (non delegata all’organo comune di cui infra, se nominato).

Il contratto di rete può anche prevedere:

1. l’istituzione di un fondo patrimoniale comune;

2. la nomina di organo comune incaricato di gestire l’esecuzione del contratto;

3. la previsione di cause facoltative di recesso anticipato dal contratto.

Le Agevolazioni Fiscali

L’art. 42 del D.L. 31 maggio 2010 n. 78 (convertito nella Legge del 30 luglio 2010 n. 122), che ha apportato le modifiche sin qui descritte alla disciplina del contratto di rete, ha anche introdotto un’agevolazione fiscale in favore delle imprese contraenti consistente in un regime di sospensione di imposta per gli utili di esercizio che le parti abbiano accantonato in apposita riserva e destinato al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti in un programma di rete, che sia stato asseverato dagli organismi abilitati.

Il programma di rete, quindi, deve essere preventivamente asseverato da parte degli organismi abilitati all’asseverazione.

Il comma 4-quinquies dell’art 42 D.L. n. 78 del 2010, dopo il limite individuale di 1 milione di euro per ogni impresa aderente sugli utili accantonabili per la fruizione dell’agevolazione, aggiunge un ulteriore limite di carattere generale sulla complessiva somma che potrà godere dell’agevolazione a livello nazionale per ciascun anno di competenza (per il 2013 il limite è di € 28.000.000).

La procedura per l’accesso all’agevolazione prevede che entro il 23 maggio di ciascun anno va inoltrata all’Agenzia delle Entrate comunicazione contenente l’indicazione della quota di utili accantonati (non superiore a € 1.000.000) e l’indicazione del risparmio d’imposta corrispondente all’accantonamento.

La comunicazione va inoltrata in via telematica direttamente o mediante un intermediario abilitato a Entratel.

In buona sostanza, il meccanismo prevede una richiesta che costituisce una sorta di prenotazione, la quale non attribuisce, anche in presenza di tutte le condizioni di legge, la certezza di fruire dell’agevolazione per gli importi richiesti.

Il Finanziamento della Regione Lazio

In alcune Regioni sono stati messi a disposizione dei fondi per il finanziamento di interventi a favore delle Reti D’Impresa: la Regione Veneto ha stanziato € 5.000.000; La Lombardia € 6.000.000 ed ha fissato come scadenza per presentare le domande il 13 luglio 2013; e così via.

Il Fondo più cospicuo è quello messo a disposizione dalla regione Lazio: ben 50.000.000 di euro. Il Bando ha un nome accattivante: Insieme per vincere, bando per le Reti d’impresa

Dal 6 marzo 2013 è aperta la presentazione delle domande a valere sull’Avviso Pubblico ‘Insieme per vincere’ (POR FESR Lazio 2007-2013, Asse I “Ricerca, Innovazione e rafforzamento della base produttiva”), che mette a disposizione appunto delle imprese del Lazio 50 milioni di euro a fondo perduto, con l’obiettivo di incentivare la condivisione di conoscenze, la razionalizzazione dei costi, la capacità di innovazione.

Con questo bando la Regione Lazio promuove la realizzazione di progetti da parte di aggregazioni di imprese laziali nelle forme di ATI, ATS, Consorzi e Contratti di Rete appartenenti ai settori dell’industria, dell’artigianato e dei servizi, al fine di accrescerne la capacità innovativa, la competitività sul mercato, razionalizzarne i costi e consentire occasioni di scambio e di conoscenze.

Il bando, gestito da Sviluppo Lazio, si rivolge a tre tipi di azioni corrispondenti ad altrettante tipologie di progetto imprenditoriale dei settori dell’industria, dell’artigianato e dei servizi alla produzione:

Start Up Reti: Progetti imprenditoriali finalizzati alla costituzione di aggregazioni tra Pmi nella forma del “Contratto di rete (stanziamento fino al 31 dicembre 2014 € 8.000.000);

Investimenti in Rete: Progetti imprenditoriali finalizzati alla realizzazione del “Programma comune di rete” da parte di Pmi e dei loro investimenti innovativi;

Valore Aggiunto Lazio – VAL: Aggregazioni tra grande imprese e Pmi riguardanti ricerca, sviluppo e innovazione.

Dimensione degli investimenti ammissibili:

  • Start Up Reti: min. 50.000 euro, max. 200.000 euro.
  • Investimenti in Rete: min. 250.000 euro, max. 50% dell’Indice Sintetico di Complessità organizzativa.
  • Valore Aggiunto Lazio – VAL: min. 2 milioni, max. 100% dell’Indice Sintetico di Complessità organizzativa delle sole Pmi aggregate, e comunque max. 10 milioni

Per tutte e tre le tipologie le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica attraverso il sito www.sviluppo.lazio.it (sezione “Agevolazioni”). Per il perfezionamento della richiesta occorre compilare il Modulo di domanda; tale modulo, sottoscritto in originale dal Legale Rappresentante del soggetto mandatario dell’ATI-ATS/capofila del Contratto di Rete o del Consorzio o da persona con poteri equivalenti, dovrà essere spedito a Sviluppo Lazio secondo le modalità stabilite dall’Avviso pubblico (raccomandata A/R da spedire entro 10 giorni dalla trasmissione on-line del formulario).

Sarà possibile accedere al formulario online per la presentazione delle domande dalle ore 9 di mercoledì 6 marzo 2013 fino al 30 giugno 2014, ovvero fino a esaurimento delle risorse stanziate.

Gli interessati possono contattare lo Studio Aquilino telefonicamente al numero 06 9157967 o compilare il modulo di contatto in fondo a questa pagina.

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