Ripartiamo – Mini guida per uscire dalla crisi.

Ripartiamo – Mini guida per uscire dalla crisi. 1 Giu 2020

Mini guida per uscire dalla crisi.

  1. Conseguenze economiche della Pandemia.

La pandemia da Covid-19 avrà un effetto devastante sull’economia globale, una tempesta senza precedenti, la prima crisi realmente mondiale, più di tutte le guerre che si sono succedute finora e che si abbatte in modo indiscriminato su paesi ricchi e poveri.

Oltre alle centinaia di migliaia di morti, la pandemia provocherà perdite colossali: 9000 miliardi di dollari per il 2020. Il Pil mondiale calerà del 3%, con punte per alcuni Paesi, come l’Italia del 10%. A mettere nero su bianco le drammatiche previsioni per l’anno in corso è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). E la congiuntura tra la crisi sanitaria ed economica rende meno probabile una rapida ripresa: la domanda è crollata, ci sono grandi ‘buchi’ nelle catene di approvvigionamento globale e la crisi finanziaria coinvolge mercati e materie prime. Come asserisce l’Fmi, la recessione generata dalla pandemia “non ha precedenti” e fa impallidire quella legata alla crisi finanziaria del 2008, che provocò una flessione del Pil mondiale nel 2009 dello 0,1% !

Non solo: le incognite relative al virus proiettano ombre inquietanti anche sul 2021, anno della ripresa ma solo se la pandemia scomparirà nella seconda parte del 2020. Se l’epidemia e le misure di contenimento del contagio dovessero prolungarsi, infatti, i dati secondo l’Fmi sarebbero “molto peggiori e forse addirittura probabili”…..

questa, purtroppo, è la realtà ed è ciò che è accaduto ed è ciò che stiamo vivendo. Cioè è il passato e il presente.

2.I punti chiave.

Per superare e uscire da questa situazione dobbiamo guardare avanti, dobbiamo concentrarci sul futuro, un futuro ancora tutto da costruire, ripartendo da dove eravamo rimasti quando tutto è iniziato. Ognuno dovrà mettere in  gioco tutte le proprie conoscenze e risorse focalizzando l’attenzione non tanto sui problemi ma sul modo di risolverli.

La prima cosa da fare è superare lo choc, non demoralizzarsi, ripartire subito, immediatamente. Riorganizzare il lavoro in azienda partendo da poche e semplici regole puntando a far evolvere il proprio business dopo il Coronavirus.

In particolare:

  • Piano di cassa e piano finanziario: da fare subito, elaborato con il nostro aiuto, per fotografare l’attuale situazione e i possibili scenari di riduzione del fatturato a medio termine;
  • Margine di contribuzione: occorre puntare sui prodotti o servizi più redditizi e sui clienti potenzialmente meno rischiosi. Sforzatevi di essere selettivi, soprattutto in previsione di rischio di perdite del credito. La liquidità diventa prioritaria;
  • Costi generali: occorre un’analisi e un piano per ridurli, riducendo e possibilmente eliminando sprechi in azienda;
  • Finanza agevolata e ammortizzatori sociali: azionate immediatamente tutti gli aiuti disponibili come i finanziamenti a fondo perduto o agevolati, il contributo statale, la cassa integrazione per i dipendenti, ecc. Qui è determinate l’assistenza del vostro commercialista, se siete dei nostri sapete già che stiamo percorrendo questa strada fin dai primi momenti del contagio.
  • Capitale circolante: migliorate per quanto possibile le condizioni economiche dei finanziamenti in essere e valutate la cessione dei crediti sopratutto quelli con scadenze lontane; intraprendete azioni di recupero, di vendita o di stralcio dei crediti a rischio elevato di insolvenza ricorrendo ad atti transattivi (anche in questo caso lo Studio può essere di aiuto) e rivedete i prodotti fermi in magazzino procedendo con vendite promozionali o a vere e proprie liquidazioni;
  • Attivo fisso: verificate se ci sono beni non necessari per l’impresae utili a generare cassa straordinaria;
  • Credito non utilizzato: verificate se avete disponibilità di accesso non utilizzate e azionate finanziamenti di sicurezza;
  • Debiti: Cercate di spostare in avanti le scadenze dei debiti e a rinegoziarli; azionate immediatamente tutte le opportunità; proponete una riduzione dei canoni di locazione degli immobili occupati dalla vostra azienda; richiedete ai sensi di legge la sospensione dei mutui, prestiti e leasing.
  1. Considerazioni.

Oltre a questi punti chiave da mettere in pratica subito e velocemente,  per iniziare ad affrontare in modo ragionato la ripartenza, c’è da fare una serie di considerazioni.

A) I clienti

Il patrimonio più importante che abbiamo costruito prima che scoppiasse la pandemia non è l’azienda in se ma più propriamente è il portafoglio clienti, l’avviamento, il vero valore costruito in anni di lavoro, insieme alla nostra reputazione.

Si può anche ripartire da zero se si dispone di un portafoglio clienti e sono loro quelli a cui dobbiamo dare la massima attenzione e il massimo riguardo. Ripartiamo proprio da loro, coccoliamoli, facciamo sentire la nostra presenza, la nostra disponibilità, utilizziamo tutta la nostra esperienza e capacità per conservarli, preservarli e fidelizzarli ancora più di quanto non abbiamo fatto fino ad oggi.

Ricordandoci che le aziende senza clienti sono destinate a fallire; salviamo i clienti e salveremo la nostra azienda.

B) L’attività

Altra considerazione da fare è riferita al tipo di attività che svolgiamo o al settore in cui la nostra azienda opera.

Questa crisi economica ha distrutto quasi del tutto alcuni settori anche chiave del nostro Paese come il settore auto, turismo, ristorazione, commercio al dettaglio non alimentare, sport, cura della persona e manifatturiero mentre ha determinato l’aumento vertiginoso dei ricavi per le aziende che operano nei settori di vendita di generi alimentari, farmaceutico e sanitari, delivery, commercio online, elettronica di consumo.

Non sempre è possibile, ma se lo fosse sarebbe opportuno provare a disegnare un percorso per avvicinare in pochi passaggi il proprio business ai settori favoriti dalla crisi o quelli che lo saranno nel prossimo futuro dovuto alla nascita di nuovi comportamenti sociali e i conseguenti nuovi bisogni da soddisfare.

Non è detto che si debba cambiare totalmente attività o passare totalmente in un altro settore, magari la giusta risposta potrebbe essere quella di raggiungere un nuovo equilibrio, mixando competenze già acquisite con nuove sistemi di vendita (come fatto dai ristoratori che per poter sopravvivere nel periodo di quarantena sono ricorsi al delivery) o di comunicazione e contatto (vedi la nascita di nuove piattaforme di videochat online con l’aumento esponenziale dei collegamenti giornalieri).

C) Chi vincerà.

La crisi economica e sociale scatenata dal diffondersi del Coronavirus non è una crisi che passa senza lasciare traccia; non torneremo alla “normalità” come l’abbiamo intesa fino ad oggi, ci ritroveremo in una nuova dimensione che comprenderà parte di quello che abbiamo visto e conosciuto insieme a parte di nuove modalità di fare business.

Vinceranno e quindi prevarranno le aziende più diversificate e presenti nei settori favoriti da questa crisi, più forti, più digitali e operanti in sistemi Paese meglio organizzati; si imporranno nuove regole, nuovi ordini, una nuova velocità, ancora maggiore. Nel breve periodo potremo gioire già per il fatto di aver segnato un meno accanto al nostro totale poiché inferiore ai tanti altri.

In definitiva affrontiamo la crisi con energia, non perdiamo tempo, applichiamo tutte le regole di cui siamo a conoscenza, siamo creativi e propositivi, ottimisti e facciamoci aiutare dai più bravi, il team che supporta l’imprenditore, sia piccolo che grande, è importante, forse più di tanti altri elementi pur essenziali per raggiungere il successo.

4.In sintesi.

Ripartiamo, alla grande, guardando avanti, con ottimismo, con capacità di adattamento, con competenza propria e del proprio team, per non perdere ciò che abbiamo costruito o quello che volevamo raggiungere e sognato. Nulla o quasi sarà come prima compreso il nostro modo di porci, di ragionare, di lavorare, di vivere.

Saremo quindi imprenditori e professionisti diversi ma sempre di successo.

Allora, adesso, ripartiamo.

Studio Aquilino, Count on it.


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