Ristrutturazioni edilizie: credito d’imposta o sconto in fattura per i bonus 2021. 25 Gen 2021

Da molti anni gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali tra le quali la detrazione dall’Irpef di una parte delle spese relative alle singole unità abitative o ai lavori su parti comuni di edifici condominiali, situati nel territorio dello Stato.

Le agevolazioni possono riguardare detrazioni fiscali pari al 50%, 65% e addirittura il 110% della spesa sostenuta oppure tramite contributo per sconto in fattura o cessione del credito d’imposta. Con il passare degli anni le agevolazioni hanno riguardato un po’ tutte le spese per la casa (dai mobili, agli elettrodomestici e, da quest’anno, anche sanitari e rubinetti) e preso i nomi più disparati come: Bonus Ristrutturazioni; Bonus casa; Ecobonus; Sismabonus; Bonus Facciata, Superbonus; ecc…insomma una bella confusione!

Se per ottenere il Superbonus 110% si hanno una serie di difficoltà da superare, per via della tipologia dei lavori agevolabili e le pratiche burocratiche da espletare (attestazioni, certificazioni, asseverazioni, ecc.) gli Ecobonus al 50% e al 65%, prorogati anche per il 2021, sono più facilmente ottenibili.

Ricordiamo che i lavori detraibili al 65% sono quelli relativi alla riqualificazione energetica; la sostituzione degli impianti di climatizzazione; il rifacimento dell’impianto di riscaldamento (per l’elenco completo dei lavori detraibili contattare lo Studio); mentre quelli detraibili al 50% riguardano la sostituzione degli infissi; l’installazione degli impianti fotovoltaici; l’installazione delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici; il recupero del patrimonio edilizio; mentre la detrazione sale fino al 90% per il recupero/restauro della facciata di edifici esistenti.

La novità prevista dal D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) è la possibilità di trasformare tali detrazioni in credito d’imposta cedibile o in sconto diretto sul corrispettivo dovuto. Quindi il soggetto che sostiene la spesa può optare per tre diverse scelte: pagare l’intero importo richiesto dal fornitore e detrarre il 50% (o il 65%) in 10 anni e in quote costanti mediante presentazione della dichiarazione dei redditi; ottenere il contributo mediante sconto diretto in fattura del 50% o del 65% (in questo caso il fornitore potrà beneficiare a sua volta del credito d’imposta o cederlo a terzi come le banche o altri intermediari finanziari) o ancora cedere il credito d’imposta a terzi che potranno successivamente cederli ad altri soggetti.

Delle tre possibilità quella con più appeal è sicuramente lo sconto diretto in fattura e sono molte le richieste in tal senso che arrivano alle aziende fornitrici, soprattutto in queste ultime settimane.

Come comportarsi quindi? Per gli impiantisti, l’azienda edile che effettua i lavori o il fornitore di infissi o di altri prodotti agevolabili, la prima cosa da fare è sicuramente interpellare un tecnico di fiducia (geometra, ingegnere o architetto) che valuti di volta in volta l’intervento agevolabile per verificare la necessità o meno di attestazioni, concessioni, comunicazioni o altro onde evitare problemi nel momento in cui si cercherà di cedere il credito d’imposta alla banca. Tenere presente, poi, che il cliente ha determinati obblighi, come quello di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’intenzione di richiedere il contributo sconto in fattura, pagare il fornitore mediante bonifico “parlante” con le specifiche richieste e l’inserimento dei dati riguardanti la ditta esecutrice, trasmettere entro 90 giorni esclusivamente per via telematica all’ENEA le schede descrittive degli interventi eseguiti  ai fini dell’Ecobonus, al Bonus Casa e la sostituzione degli infissi (ai fini quindi del risparmio energetico).

Ovviamente anche chi ha intenzione di accedere a questi benefici (il cliente) dovrà, prima di ogni cosa, verificare insieme al proprio tecnico la necessità o meno di richiedere le abilitazioni amministrative o comunicare inizio e fine lavori.

Quindi è importante se non indispensabile affidarsi a professionisti di provata capacità ed esperienza per non rischiare di perdere tutta l’agevolazione o di incorrere in sanzioni anche pesanti.

Lo Studio Aquilino rimane a disposizione per eventuali approfondimenti della materia.


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