Responsabilità Committente Appalti, tutto come prima. 22 Mar 2017

Con Decreto Legge (D.L. n. 25 del 17.03.2017) il Governo riporta indietro le lancette della responsabilità solidale sugli appalti al 2012 quando venne introdotto il principio della “preventiva escussione”.

Quando un’impresa committente affida ad un’altra impresa appaltatrice il compito di erogare un servizio con un contratto di appalto, i dipendenti coinvolti beneficiano di particolari tutele.

I dipendenti, infatti, sono garantiti dal principio di responsabilità solidale sancito dall’art.29 del D.L.vo 276/2003 (legge Biagi) che stabilisce che sono tenuti a pagare i crediti da lavoro maturati dal personale impiegato nell’appalto (ma anche i contributi previdenziali e i premi assicurativi) tanto il committente quanto l’appaltatore.

Il cambiamento apportato dall’attuale decreto si riferisce alle modalità pratiche di applicazione del regime di responsabilità solidale, in particolare viene annullato il principio di “preventiva escussione”, inserita nel 2012 in una delle tante modifiche apportate alla legge, cioè quel meccanismo che permetteva al committente di opporsi all’azione esecutiva del lavoratore che doveva prima promuoverla contro l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori e solo in caso di esito negativo nei suoi confronti.

Ora il committente può essere aggredito anche prima dell’appaltatore e, nel caso, pagare direttamente il lavoratore tutti i crediti (con diritto di rivalsa sull’appaltatore).

Quindi dal 17 marzo 2017 il committente risponde direttamente nei riguardi del lavoratore e degli enti previdenziali anche se non è stato preventivamente escusso il patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori. Non solo, i contratti collettivi nazionali di lavoro non potranno più individuare metodi e procedure di controllo e di verifica per la regolarità degli appalti.

Quali controlli invece può effettuare il committente sugli appaltatori per tutelarsi?

Intanto detti controlli devono essere inseriti nelle clausole del contratto di appalto, dove specificare quali documenti gli appaltatori devono produrre al committente (durc positivo, attestazione avvenuto pagamento degli stipendi) ma non sempre tali documenti danno le giuste garanzie. In alcuni casi i committenti hanno richiesto agli appaltatori il rilascio di atti transattivi sottoscritti in sede protetta dai lavoratori in cui si attesta che non sussistano pendenze retributive. Comunque e in ogni caso il committente risponde in solido con l’appaltatore e l’eventuale subappaltatore. Egli infatti rimane responsabile anche se durante in periodo di vigenza di un Durc positivo dell’appaltatore sia successivamente accertata in sede ispettiva una qualunque irregolarità previdenziale o assicurativa. Senza dimenticare poi la possibilità data al lavoratore di rivendicare prestazioni di lavoro straordinarie non contabilizzate e che, di fatto , non possono in nessun modo essere controllati dal committente.


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