Le  Agevolazioni per le Imprese 1.  Super Ammortamento – Ricerca e Sviluppo – Irap – … 19 Nov 2015

Con la legge di Stabilità 2016, in attesa di approvazione, il Governo stabilizza alcune misure temporanee e crea nuove forme di incentivo con l’obiettivo di riaccendere i consumi e aumentare le capacità operative delle imprese favorendo produzione e ripresa economica. Così, con queste ultime in via di approvazione, la lista delle agevolazioni si fa sempre più lunga. Lasciando da parte quelle destinate al mercato del lavoro di cui si tratterà con apposito editoriale riassumiamo di seguito le più interessanti.

Tra gli incentivi di particolare interesse per le imprese spiccano il Patent Box, destinato a ridurre il reddito relativo a marchi, brevetti e altri beni immateriali e l’Art Bonus, un credito di imposta relativo all’erogazioni alla cultura e alle sue strutture di servizio. Il settore turistico invece beneficia di due tipi di bonus:  un credito d’imposta per la digitalizzazione delle strutture ricettive e un credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere.

Novità anche per l’agevolazione ACE grazie all’innalzamento del coefficiente moltiplicativo da considerare e il perdurare dei contributi in conto interessi riservati a chi rinnova gli impianti (la cosiddetta Sabatini-bis). L’accesso a quest’ultimo beneficio è riservato alle piccole e medie imprese che ricorrono a finanziamenti (o leasing) erogati da banche o intermediari finanziari aderenti alla relativa convenzione.

Novità per chi avvierà una nuova attività nel 2016 con la possibilità di accedere, se ci sono le condizioni, al nuovo regime forfettario beneficiando di una riduzione dell’aliquota per i primi cinque anni. Anche in questo caso l’argomento verrà approfondito con apposito editoriale.

Molto importante il nuovo incentivo temporaneo che permette di ammortizzare il 140% del costo di acquisto dei beni, il cosiddetto Super ammortamento.

Super Ammortamento

I Cespiti acquistati dal 15 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2016 (l’agevolazione è in fase di approvazione) possono essere ammortizzati applicando un incremento del 40% della base di calcolo degli ammortamenti  deducibili. In pratica si tratta della possibilità di dedurre a fine periodo d’ammortamento un importo pari al 140% del valore di acquisto del bene stesso. Ai fini della verifica del rispetto del periodo rileva la data di consegna del bene, e non quella di pagamento. Per i beni realizzati in appalto si considera la data di ultimazione dell’opera.

Le imprese e i professionisti che acquistano anche mediante contratti di locazione potranno maggiorare così le ordinarie quote di ammortamento e i canoni di leasing di un importo pari al 40% ripartendo la ulteriore deduzione sulla durate del periodo fiscale di ammortamento, in proporzione alle quote stanziate e dedotte. Per le imprese, la maxi deduzione del primo esercizio è dimezzata, essendo la quota ordinariamente deducibile ridotta alla metà. I professionisti, invece, che deducono una quota intera anche nell’anno di acquisto , si avrà una maggiorazione del 40% sin da tale esercizio.

Per i leasing la maggiorazione del 40% riguarda la sola quota capitale del canone (oltre al prezzo di riscatto). La deduzione dell’ulteriore 40% (che si effettua nediante variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi) ha efficacia solo ai fini Ires o Irpef poiché non rileva invece ai fini dell’Irap.

I beni strumentali agevolabili sono tutti quelli che hanno un’aliquota ordinaria superiore al 6,5% (sono esclusi quindi gli immobili), rientrano così anche quelli di costo inferiore a 516 euro, con deduzione dell’ulteriore 40% interamente nell’anno di acquisto. I beni devono essere nuovi e danno diritto al maxi-ammortamento sia se utilizzati direttamente dall’impresa , sia se concessi a terzi in locazione, a fronte quindi del pagamento di un corrispettivo. L’incentivo spetta anche per i beni che l’impresa acquirente concede a terzi in comodato, purchè essi siano utilizzati dal comodatario nell’ambito di un’attività strettamente funzionale all’esigenza di produzione del comodante.

Il super ammortamento riguarda anche gli impianti fotovoltaici qualificabili come beni “mobili” (che hanno coefficiente di ammortamento ordinario del 9%) mentre quelli assimilati agli immobili ne saranno esclusi (avendo coefficiente di ammortamento del 4%, inferiore alla soglia del 6,5%).

Infine, il bonus riguarda gli investimenti in beni materiali, Non possono dunque usufruirne le immobilizzazioni immateriali come marchi, brevetti o opere del’ingegno.

E’ importante sottolineare che la deduzione è diversificata in base al tipo di utilizzo del bene. Considerato che il benefit si estende alle auto aziendali, in questi casi, l’ulteriore deduzione del 40% si riduce a seconda della tipologia di utilizzo del bene. Per i veicoli immatricolati come autocarri o le auto impiegate come beni strumentali nell’attività propria o ad uso pubblico (noleggiatori, autoscuole, taxisti) l’aliquota del maxi-ammortamento è pari al 40%. Per le auto aziendali in genere, occorre invece tenere conto del tetto di sosto fiscale di € 18.076 (€ 25.823 per gli agenti), tetto che viene maggiorato del 40% ai fini della deduzione degli ammortamenti e dei leasing. Pertanto, se il costo effettivo dell’auto è inferiore alla soglia, il maxi-ammortamento è pari al 40% del costo, mentre se il costo supera 18.076 euro, il maxi-ammortamento è fissato al 40% di quest’ultimo (cioè a 7.230 euro) non rilevando l’eccedenza. La deducibilità delle quote maggiorate resta però ferma al 20% e così la deduzione effettiva sarà pari all’8% di 18.076 euro (cioè 1.446) o all’8% del costo , se inferiore. Per le auto in leasing, il 40% si ripartisce in funzione del periodo massimo di deduzione dei canoni (48 mesi per le auto a deducibilità limitata).

Ricerca & Sviluppo

Altra agevolazione riguarda le gli investimenti destinati all’innovazione. Per le attività di Ricerca & Sviluppo  che determinano una spesa complessiva effettuata in ciascun periodo di imposta pari ad almeno 30mila euro e che ecceda la media degli investimenti realizzati  nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, il Fisco riconosce un Credito D’imposta fino all’importo massimo annuo di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario pari al 50% della spesa incrementale per i costi relativi al personale altamente qualificato e al 25% della spesa incrementale per strumenti e attrezzature di laboratorio. Per attività di Ricerca & Sviluppo si intendono: lavori sperimentali o teorici; ricerca e progettazione effettuata per creare nuovi prodotti, processi o servizi; produzione e  collaudo di prodotti, processi e servizi.

Possono beneficiare del credito tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica scelta, dal settore economico di appartenenza e dal regime contabile adottato per gli investimenti in attività di R&S effettuati negli anni 2015-2019.

Irap

Novità anche per l’Irap. La Legge di stabilità per il 2015 prevede l’introduzione di una deduzione dalla base imponibile Irap oltre alle deduzioni forfettarie ed analitiche relative al costo del lavoro. Dal 1° gennaio 2015 è possibile dedurre anche la quota relativa alla differenza tra il costo del lavoro complessivo relativo ai contratti a tempo indeterminato e le deduzioni spettanti. In pratica, se la sommatoria delle deduzioni analitiche o forfettarie risulta essere inferiore al costo complessivo dei lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato, l’impresa o il professionista potrà considerare in deduzione dell’imponibile Irap un ulteriore importo fino a concorrenza dell’onere sostenuto. In questo caso, pertanto, la deduzione delle spese risulterà integrale.

La legge 190/2014 (art.1 c .21) riconosce un altro bonus consistente in un credito d’imposta nella misura del 10% dell’Irap per i soggetti che non si avvalgono, in alcun modo,  di lavoratori dipendenti  a prescindere dalla tipologia contrattuale adottata (tempo determinato o indeterminato). Detto Credito può solo essere utilizzato in compensazione.


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