Questi sono gli ISA

Questi sono gli ISA 4 Lug 2019

Con l’istituzione degli Indici sintetici di affidabilità (ISA), l’Agenzia delle Entrate vorrebbe favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di redditi imponibili.

L’istituzione degli ISA per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni, rappresenta un ulteriore adempimento per contribuenti e i professionisti che li assistono; sostitutivi dei tanto criticati Studi di Settore, questi, anche se presentano notevoli differenze, non sono da meno in termini di dati da comunicare e difficoltà di compilazione e aggiornamento.

Se gli Studi di Settore misuravano a livello statistico la congruità dei ricavi e compensi dichiarati da imprese e professionisti, gli ISA sono indicatori che, misurando attraverso un metodo statistico- economico, dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, forniscono una sintesi di valori tramite la quale sarà possibile verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti.

Gli ISA sono una sorta di pagella dell’affidabilità fiscale del contribuente che esprimono un voto da 1 a 10, introdotti con la Legge 50/2017, dal periodo d’imposta 2018.

I contribuenti “virtuosi” beneficiano di una serie di vantaggi, in particolare per le imprese e i professionisti che raggiungono un punteggio almeno pari a 8 è previsto l’esonero, entro i limiti fissati, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta, nonché la riduzione di un anno dei termini per l’accertamento dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo e dell’Iva.

I contribuenti con Isa almeno pari a 8,5 sono esclusi, inoltre, dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici. Coloro che ottengono un punteggio da 9 in su sono esclusi anche dall’applicazione della disciplina delle società non operative e dalla determinazione sintetica del reddito complessivo (redditometro), laddove il reddito complessivo accertabile non ecceda i due terzi quello dichiarato.

Quindi una “pagella” dove per essere “promossi” non basta il 6 ma si deve puntare perlomeno all’8! Nessun premio o vantaggio per chi ottiene un punteggio dal 6 all’8 e possibili accertamenti per chi non ottiene la sufficienza, quindi dal 6 in giù.

Il punteggio finale si ottiene calcolando la media dei punteggi ottenuti per quattro indicatori di affidabilità: Ricavi per addetto; Valore aggiunto per addetto; Reddito per addetto; Durata e decumulo delle scorte.

Ottenuta questa prima valutazione, si procede con il calcolare i risultati derivante da eventuali anomalie le quali possono partecipare al calcolo della media finale con il massimo punteggio di 5 (essendo anomalie, se presenti, contribuiscono a peggiorare la media finale); le anomalie possibili sono quattro e riguardano l’Incidenza degli oneri finanziari netti; la Copertura spese per dipendente; il Reddito operativo negativo e il Risultato ordinario negativo.

Come per gli Studi di Settore anche per gli Isa è possibile adeguare il risultato dichiarando maggior ricavi, ma, mentre per gli Studi di Settore l’adeguamento era proposto con l’indicazione di due importi necessari a raggiungere il “Ricavo Minimo” o “Puntuale”, con gli ISA l’importo necessario ad eliminare una o più anomalie, permettendo di ricavare una media finale più alta, viene deciso dal contribuente che può voler rimuovere uno o più indici di anomalia secondo il risultato sperato raggiungendo un voto che gli permetterebbe di conseguire anche tutti i vantaggi del regime premiale (quello per intenderci previsti per chi raggiunge un punteggio superiore a 9), ma può anche voler raggiungere un punteggio appena sufficiente ad evitare l’eventuale inserimento nelle liste selettive per fini di accertamento (quindi dal 6 in su).

Gli ISA non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente:

– inizia o cessa l’attività ovvero si trova in condizione di non normale svolgimento dell’attività;

– dichiara ricavi ovvero compensi di importo superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione, ovvero di revisione, degli indici.

Inoltre, gli ISA non si applicano nei confronti di:

– contribuenti minimi e forfettari;

– contribuenti “multiattività”, non rientranti nel medesimo ISA, qualora i ricavi delle attività non prevalenti superino il 30% dei ricavi totali;

– enti del terzo settore non commerciali che determinano il reddito ai sensi dell’art. 80 del D.Lgs. n. 117/2017;

– organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che determinano il reddito ex art. 86 del D.Lgs. n. 117/2017;

– imprese sociali;

– società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

Il software per il calcolo a seguito del quale il contribuente conosce il proprio giudizio di affidabilità fiscale, ha bisogno, oltre che dei dati dichiarati relativi al periodo di imposta cui gli Isa si applicano (oggi il 2018), dati che vengono indicati al momento della compilazione del modello Unico da parte del contribuente, anche di altri dati nella disponibilità dell’Agenzia.

Tali ulteriori informazioni sono sia dati dichiarati dal contribuente in annualità precedenti (rimanenze finali d’esercizio, reddito, eccetera) sia dati “precalcolati” (media di alcune variabili dichiarate nelle precedenti annualità, ad esempio del valore degli ammortamenti per beni mobili strumentali dei sette periodi d’imposta precedenti oppure del valore dei canoni relativi a beni immobili dei sette periodi d’imposta precedenti, nonché coefficienti individuali) e possono essere acquisite puntualmente o massivamente.

Quindi per ottenere il punteggio finale e dovendo il software comprendere dati inseriti al momento con dati presenti nella banca dati dell’Agenzia delle Entrate operando la media di alcuni di essi addirittura degli ultimi 7 anni (!) è pacifico che il sistema non poteva che essere allocato presso il cloud dell’Agenzia delle Entrate e funzionare solo e esclusivamente online.

Questo è uno dei motivi per cui si sono verificate da subito una moltitudine di anomalie e problematiche che hanno indotto la stessa Agenzia delle Entrate a posticipare almeno per questo primo anno il calcolo e i relativi versamenti delle imposte annuali da fine giungo al 30.09.2019

Con questa decisione la stessa Agenzia delle Entrate ha stabilito il primo importante punteggio però questa volta sul suo operato non raggiungendo a parere di chi scrive la sufficienza, come dire… è stata rimandata a settembre!


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