Contenzioso Tributario

L’esigenza dello Stato di garantire l’equilibrio finanziario e i servizi essenziali ai cittadini, unito all’attuale crisi finanziaria e ad una gestione della cosa pubblica non sempre corretta e trasparente, hanno portato il Governo ad adottare una politica fiscale che ha determinato un aumento della pressione fiscale.

La contrazione dei consumi delle famiglie italiane non fa che peggiorare la lunga lista dei dati negativi dell’economia del nostro Paese.

Per risolvere una parte dei problemi di bilancio pubblico, l’amministrazione finanziaria ha concentrato gran parte dei propri sforzi per contrastare l’evasione fiscale, che, da sempre, ci caratterizza rispetto agli altri popoli appartenenti l’Unione Europea.

L’aumento delle attività di controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti da parte dell’amministrazione finanziaria contrasta, da un lato, comportamenti fiscalmente non corretti provocando anche un effetto dissuasivo, e produce, dall’altro, un aumento del contenzioso tributario.

Diversi sono gli strumenti di controllo e accertamento a disposizione degli uffici finanziari e della Guardia di Finanza: i controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali, gli inviti al contraddittorio e i questionari, le attività istruttorie esterne (per esempio, controlli mirati e verifiche fiscali), gli accessi presso le aziende, le indagini finanziarie, l’attività di tutoraggio nei confronti delle imprese di più rilevante dimensione, gli accertamenti induttivi e sintetici. Utilizzando questi metodi si giunge spesso all’accertamento fiscale che non sempre il contribuente ritiene corretto, e a ragion veduta.

Molteplici sono poi le possibilità di evitare il processo tributario ricorrendo agli strumenti cosiddetti deflattivi, come: l’autotutela, l’accertamento con adesione, la mediazione tributaria (vedasi apposito Focus in questo sito).

Grazie a questi strumenti, il contenzioso tributario, dopo anni di numeri in crescita, inizia a diminuire. Nonostante questo, però, a causa della crisi finanziaria, l’aumento delle attività di verifica, delle sanzioni, l’impossibilità delle imprese e dei cittadini di pagare quanto richiesto, gli errori sempre più crescenti nelle attività ispettive e il moltiplicarsi degli atti illegittimi e infondati emessi dall’Agenzia delle Entrate portano inevitabilmente a contestare tali pretese.

La “Relazione sul monitoraggio dello stato del contenzioso tributario e sulle attività delle commissioni tributarie” per l’anno 2016 (scarica: Relazione monitoraggio contenzioso 2016) rilasciata dal Dipartimento delle Finanze – Direzione della Giustizia Tributaria  a giugno 2017, riporta dati chiari che descrivono come ancora oggi gli esiti dei giudizi sia in primo grado (Commissioni Tributarie Provinciali) che in secondo grado (Commissioni Tributarie Regionali) favorevoli completamente all’Ufficio sono maggiori rispetto a quelli completamente favorevoli al contribuente ma non raggiungono la maggioranza. In particolare gli esiti favorevoli completamente all’Ufficio raggiungono il 44,97% in primo grado e arrivano al 46,49% in secondo grado.

Lo scenario qui rappresentato è grave: vi è più del 50% delle probabilità che quello che viene notificato ogni giorno ai cittadini e alle imprese sia sbagliato, in tutto (31,50% in primo grado e 37,66% in secondo grado) o in parte (11,77% per le decisioni delle Commissioni Provinciali e 8,17% per quelle Regionali)!

Un’attenta e corretta analisi degli atti pervenuti al contribuente (avviso di accertamento, di liquidazione, cartella di pagamento, ecc.) può essere determinante nella scelta, a seconda dei casi, di richiedere un intervento di modifica della pretesa fiscale con un’istanza di autotutela, un contradditorio con l’ufficio interessato, una mediazione e, se necessario o conveniente, presentare ricorso.

Diviene importante a questo punto affidarsi ad un interlocutore che sia a conoscenza non solo della normativa fiscale, ma che ne conosca i limiti, la sappia interpretare, per garantire un’assistenza completa ed efficace, per rappresentare e difendere i diritti dei propri assistiti.

I professionisti dello Studio Aquilino si occupano di Diritto Tributario e relativo Contenzioso da oltre trent’anni. Durante questo periodo hanno assistito e difeso centinaia di imprese e cittadini con il massimo impegno e professionalità. Il cliente viene seguito, informato ed aggiornato fin dai primi istanti relativi allo studio della pratica, la linea difensiva da seguire, la scelta della metodologia, gli obiettivi da raggiungere. I costi sono predeterminati all’affidamento dell’incarico che è sempre scritto e garantito da apposita polizza assicurativa per rischi professionali. Particolare attenzione viene posta sulla convenienza o meno ad agire avverso la pretesa del fisco, verificando le opportunità date dagli strumenti deflattivi, cercando la soluzione migliore per il cliente.

Studio Aquilino. Count on it.


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